24 / 07 / 2015
HO VISTO UN BUFALO SENZA NOME…

Dai un nome al bufalo della San Salvatore 1988 è la campagna lanciata dall’Azienda Agricola San Salvatore,
Hai di tempo fino al 31 Agosto,quando il Bufalo della San Salvatore 1988 si chiamerà con il nome più votato dagli utenti. E per chi partecipa al contest, ogni giorno in palio una bottiglia Vetere Magnum.
Dare un nome al bufalo significa rendere ancor più riconoscibile l’importante attività dell’azienda e rendersi partecipi di una “missione”. Quella della San Salvatore 1988 appunto, che, quotidianamente tenendo fede al suo progetto di sostenibilità, genera risorse per il territorio: 450 bufale che producono latte, letame per energia e concime per frutteti, oliveti e campi. Contribuendo a portare in giro la “bandiera” del Cilento, che vuole essere un manifesto di sintesi del giusto rapporto tra uomo e natura.

Il bufalo è un brand che identifica questo territorio, campano più in generale, e pestano più in particolare, in Italia e nel mondo. E allevando questo eccezionale animale, risorsa a 360 gradi, la San Salvatore 1988 è riuscita nel tempo a realizzare un vero progetto di sostenibilità: con il bufalo non si produce solo latte per le mozzarelle, ma si crea concime per i foraggi destinati alle stesse 450 bufale San Salvatore, fertilizzante per vigneti e altre coltivazioni. Portando avanti un regime non soltanto biologico ma anche biodinamico e producendo energia per il fabbisogno di circa 200 abitanti. San Salvatore 1988 è anche ad Expo Milano 2015: per offrire il proprio contributo di piccolo ma sorprendente esempio di collegamento tra imprenditoria sostenibile e fruizione e valorizzazione compatibile delle risorse endogene. Un dovere su cui, soprattutto in questi mesi di Expo, il mondo intero si interroga.

 

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